Don Silvio Coira, sacerdote di grande fede e passione democratica

In occasione del 60° anniversario della scomparsa di Don Silvio Coira (parroco di Basiglio dal 1948 al 1957), sacerdote di grande fede e passione democratica, in questo giorno del 25 aprile vogliamo ricordare il suo impegno per la Libertà e la riconciliazione nazionale.
Vi proponiamo un breve ricordo del sacerdote tratto dalla monografia di Brunello Maggiani
“… Dopo il ginnasio Don Silvio Coira entra in seminario e viene ordinato sacerdote dall’Arcivescovo di Milano Alfredo Ildefonso Schuster, il 30 maggio 1942, in pieno periodo di guerra.
Il suo primo incarico è quello di coaudiutore nella Parrocchia di San Michele Arcangelo di Magnago, un grazioso paese vicino a Legnano. Prete dinamico ed energico, si inserisce immediatamente con la sua intelligente operosità nella comunità magaghese da cui è molto apprezzato.
L’Italia è in guerra da 2 anni e la situazione comincia a volgere al peggio. Don Silvio si dedica soprattutto all’assistenza della famiglie che avevano figli, mariti e fratelli impegnati su vari fronti bellici. Cura in modo particolare la corrispondenza con questi parrocchiani lontani e non lesina ogni tipo di aiuto ai loro parenti di Magnago.
Dopo l’8 settembre 1943 la zona fu fortemente presidiata dalle truppe tedesche (vicinanza del campo d’aviazione di Lonate Pozzolo), tra loro c’era un sacerdote; era un prete “di leva”, non un cappellano militare. I suoi commilitoni ignoravano che avesse indossato, prima dell’uniforme della Wermacht, l’abito talare. Don Silvio lo scoprì e tutte le mattine molto presto lo faceva entrare in Chiesa, nel più stretto riserbo per celebrare la Messa.
La sua dirittura morale, il suo coraggio e la grande volontà di Pace che lo animavano emerse il 25 aprile del 1945, giorno dell’insurrezione. Don Coira prese l’iniziativa, insieme ad altri combattenti, di recarsi presso il comando tedesco, asserragliato nel palazzo comunale di Magnago con le armi pronte a far fuoco, per offrire le condizioni di resa. Erano le 17. Le trattative durarono fino alle 4 del mattino del 26 aprile. I tedeschi si arresero e consegnarono le armi. Don Silvio, instancabile, si prodigò affinché i patti fossero osservati da ambo le parti. Cosi avvenne.”

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