Nuovo Radar – Gennaio 2022

Nuovo Radar Anno L – n. 1 Gennaio 2022

Editoriale Radar Gennaio 2022

Guardiamo al mondo con lo sguardo di Cristo

In questo primo mese del nuovo anno ci stiamo ancora confrontando con una pandemia che continua ammettere a dura prova l’intera umanità e ciascuno di noi. Passando per la benedizione delle famiglie, ho avuto modo di percepire il desiderio di ricominciare a vivere con maggior libertà e la stanchezza sperimentata dal ripresentarsi di limitazioni che si sperava di aver superato definitivamente. Penso sia utile proporre a tutti i lettori di Radar alcuni preziosi passaggi del discorso di auguri che Papa Francesco ha tenuto agli ambasciatori lo scorso 10 gennaio. Dalla sua riflessione di alto livello, che ha per orizzonte il mondo intero, possiamo trarre indicazioni per vivere questo periodo con un atteggiamento giusto, capace di coniugare saggiamente ragione e fede. La Chiesa, infatti, ha sempre insegnato chiaramente che razionalismo e fideismo sono sbagliati. “Non vi può essere nessun vero dissenso fra la fede e la ragione, poiché il Dio che rivela i misteri della fede e la infonde in noi è lo stesso che ha infuso il lume della ragione nell’animo umano” (Concilio Vaticano I, 1871, Dei Filius)Nel discorso, tenuto agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, Papa Francesco ha ricordato il notevole sforzo che la lotta alla pandemia richiede a tutti gli uomini, con un molteplice impegno a livello personale, politico e dell’intera comunità internazionale. Anche a livello personale siamo chiamati a far la nostra parte. Ha detto il Papa: “Tutti abbiamo la responsabilità di aver cura di noi stessi e della nostra salute, il che si traduce anche nel rispetto per la salute di chi ci è vicino. La cura della salute rappresenta un obbligo morale. Purtroppo, constatiamo sempre più come viviamo in un mondo dai forti contrasti ideologici. Tante volte ci si lascia determinare dall’ideologia del momento, spesso costruita su notizie infondate o fatti scarsamente documentati. Ogni affermazione ideologica recide i legami della ragione umana con la realtà oggettiva delle cose. Proprio la pandemia ci impone, invece, una sorta di “cura di realtà”, che richiede di guardare in faccia al problema e di adottare i rimedi adatti per risolverlo. I vaccini non sono strumenti magici di guarigione, ma rappresentano certamente, in aggiunta alle cure che vanno sviluppate, la soluzione più ragionevole per la prevenzione della malattia”. La necessità di una “comunicazione trasparente” è stata auspicata dal Pontefice, che è ben consapevole del disagio in cui tante volte ci siamo trovati per troppe e discordanti notizie che sono state definite “infodemia”. Infine, Papa Francesco ha ricordato la necessità di un impegno complessivo della comunità internazionale, affinché tutta la popolazione mondiale possa accedere in egual misura alle cure mediche essenziali e ai vaccini. Purtroppo, in questo campo, le nazioni ricche non hanno accolto appieno la proposta del Pontefice. Proprio in data 18 gennaio è stata ripresa da Avvenire la notizia di un fatto avvenuto lo scorso 7 dicembre: la distruzione di un milione di dosi di vaccini scaduti “regalati” alla Nigeria. Lo stesso è capitato in altre nazioni africane. Non è certo segno di grande generosità dare ai nostri fratelli in umanità gli scarti della nostra mensa. Voglio sottolineare che il Papa ha ricordato a tutto il mondo che la cura della salute è un obbligo morale. Perché la vita è un dono di Dio e va custodito! Gli atteggiamenti fideistici che contrappongono medicina e preghiere (se prego, non mi ammalo…) sono sbagliati. Pregare e curarsi, pregare e mantenere le giuste precauzioni sono parimenti cose buone. Rimane certamente sempre possibile a Dio il miracolo, ma pretenderlo è, per usare il linguaggio biblico, tentare Dio. È mancanza di fede e di ragionevolezza. Dobbiamo inoltre preoccuparci della diseguaglianza tra i popoli e tra le persone che la pandemia ha notevolmente accresciuto. Non abbiamo la soluzione in tasca per problemi di così grandi dimensioni. Ma possiamo, per lo meno, non perdere tempo ad inseguire problemi inesistenti, che ne creano altri. Dobbiamo invece pregare per tutti. Raccomando a tutti la preghiera secondo le intenzioni del Papa, in comunione con la Rete Mondiale di Preghiera del Papa, offrendo la propria giornata e la propria vita al Cuore di Gesù, per amare come Lui e vedere il mondo nella verità con il suo sguardo di misericordia.

BOX

L’AdP oggi Rete Mondiale di Preghiera del Papa, è un servizio alla Chiesa Cattolica diffuso in tutto il mondo, compatibile con tutti i tipi di associazioni e movimenti, che propone la spiritualità del Cuore di Gesù per aiutare tutti i membri della Chiesa a vivere pienamente il Battesimo e l’Eucaristia nello spirito del sacerdozio comune dei fedeli.

L’ AdP propone tre impegni fondamentali:

• L’Offerta quotidiana

• La Consacrazione

• La Riparazione

Per conoscerlo meglio visitate: www.retepreghierapapa.it e anche www.popesprayer.va

 

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